martedì 26 agosto 2008

La bambina dagli occhi tristi


La bambina dagli occhi tristi

vedeva il mondo in bianco e nero,

lo guardava dall'interno della sua camera

dove ogni giorno si rifugiava.

La realtà in cui viveva

non le piaceva,

era piena di aggressività e di paura.

Chiusa nella sua stanza

sognava ad occhi aperti

immaginando un mondo a colori.

Era un mondo di fantasia

ma la teneva in vita.

Lì splendevano i colori dell'arcobaleno

perchè regnavano sempre la pace, l'amicizia e l'amore.

Nel mondo dei suoi sogni

c'era un uomo, che un giorno,

col suo infinito amore,

l'avrebbe liberata dalla schiavitù.

La bambina è cresciuta,

è una donna ed ha imparato

che la vera libertà è solo dentro di lei.

13 0ttobre 2007



Il racconto che segue, scritto sotto forma di fiaba, è una dedica che mi è stata fatta dal mio amico Fabio Mancini che si è ispirato a questa mia poesia.
Lo ringrazio infinitamente per l'augurio sincero che con tale fiaba ha voluto rivolgermi.


La bambina dagli occhi tristi (Dedicata
*)


La bambina dagli occhi tristi, ritagliava la carta per costruire un aquilone che un bel dì l’avrebbe portata lontana. E mentre ritagliava, dai suoi occhi neri lacrime di tristezza colavano e bagnavano quel grande foglio di carta bianca che pian, piano, si tingeva d’azzurro come il colore dei suoi sogni.
Quando l’aquilone un giorno fu terminato, la bambina decise di liberarlo per vedere dove sarebbe arrivato. Ma una volta c’era poco vento … un’altra c’e n’era troppo … al tentativo successivo c’era la nebbia a toglierle la visuale. Così passarono degli anni.
Un giorno l’aquilone disse alla bimba dagli occhi tristi: “Perché non proviamo un volo che oltrepassi le nuvole. Potremo vedere cosa c’è!”
Alla fanciulla brillarono gli occhi dall’entusiasmo, legò un lembo dello spago all’aquilone mentre l’altro lo annodò al polso. Poi sporse l’aquilone fuori dalla finestra e si affidò alle possenti ali dell’aquilone per quella che sarebbe stata un’avventura straordinaria.
L’aquilone si adagiò verso il basso, ma poi con un colpo di coda riacquistò quota, mentre la bambina era sempre aggrappata al filo. Le correnti erano loro favorevoli, l’aquilone fremeva di gioia, visto da terra sembrava grandioso, come un enorme aereo di carta e la bimba non aveva più gli occhi tristi, ma sorrideva come se lo fosse stata da sempre.
Prima di raggiungere le nuvole, un generoso raggio di sole accarezzò i due viaggiatori.
L’aquilone atterrò e dal loro punto di osservazione intravedevano case di cioccolato, lampioni di zucchero filato colorato che trasmettevano luci soffuse e poi bambini, tanti bambini felici che giocavano con giocattoli mai visti prima.
Che mondo era quello? Perché nessuno gliene aveva mai parlato?
La fanciulla venne avvicinata da un bimbo che sorridendogli gli disse:“Vuoi una patatina? Tieni, prendine quante ne vuoi, ma ti avviso che tanto qui non ti serviranno penne magiche. Qui sarai felice per sempre.
La tua penna puoi gettarla via!” La fanciulla fiduciosa lanciò lontano la penna e prese una manciata di patatine. La nuova vita era appena iniziata.


*Fiaba dedicata a Cinzia Gargiulo, perché continui a credere nella forza degli aquiloni.


14/08/2008

Fabio Mancini

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La bambina dagli occhi tristi by Cinzia Gargiulo is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.



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La bambina dagli occhi tristi (Dedicata) by Fabio Mancini is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.



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