venerdì 5 dicembre 2008

Un terribile mostro



Un mostro, per molti aspetti, ancora troppo sconosciuto, ti attacca dal di dentro, quando meno te lo aspetti.
Comincia ad agire in silenzio e tu non te ne accorgi, non sai nemmeno che è in te. Risucchia le tue energie, il tuo sangue, le tue cellule, la tua linfa vitale.
Tu vivi la tua vita, ignaro di tutto.
Un giorno, inaspettato, avverti un malessere banale. Non gli dai importanza e vai avanti nella tua quotidianità, ma il mostro subdolamente è lì che agisce.
Quel malessere, non ben definito, diventa dolore, ti dà fastidio, inizia a rendere difficile il tuo vivere. Cominci a voler capire di cosa si tratta e, senza rendertene conto, la tua vita cambia, diventa una corsa contro il tempo.
Scopri che hai una battaglia da combattere. Tu che non sopportavi le lotte di nessun tipo, affili le armi e inizi a combattere, senza tregua.
Nessuno è in grado di stabilire fino a che punto il mostro è aggressivo, ma tu comprendi che o ti arrendi subito o provi a combattere. Non ci sono altre possibilità e nessuno può combattere al tuo posto.
Allora scopri in te una forza che non conoscevi e con grande coraggio e determinazione cominci a sferrare i tuoi attacchi a quell’orribile mostro. Hai paura ma nascondi, agli occhi di tutti, il tuo terrore nei tuoi silenzi.
Lui, sentendosi aggredito, inizia a ritirarsi fino a smettere di combattere e ti concede una tregua. Si addormenta e tu, stremato per l’ardua battaglia, provi a fidarti e ti metti a riposo. Ma il mostro è sempre lì, è subdolo e proprio quando cominci a credere di averlo
sconfitto lui ti sferra un altro attacco, a sorpresa.
Tu opponi ancora resistenza, non ti vuoi arrendere, ma l’attacco questa volta è mortale e anche se non lo vorresti, finisci col cedere.
Stremato esali l’ultimo respiro mentre il mostro, soddisfatto, canta vittoria.
Ancora una volta ha vinto lui, con le sue sporche strategie.


N.B. Il “mostro” di cui parlo è il cancro. L’ho visto in azione, da vicino, tre volte e per tre volte mi sono sentita impotente. Ho dovuto prendere atto del limite umano.
Con questo racconto non voglio scoraggiare chi si trovasse in situazioni analoghe, perché conosco tante persone che sono riuscite a sconfiggere il “mostro”.
Purtroppo non è stato così per tre membri della mia famiglia ma io voglio ancora credere in questa possibilità. Ho capito che c’è ancora tanto da fare e per questo intendo sostenere, per quello che posso, la ricerca contro il cancro.


1/12/2008

Cinzia Gargiulo

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1 commento:

Nuccia ha detto...

Cara Cinzia,
hai ragione: il cancro è un mostro che ci porta via le persone più care.
Ma se noi rimaniamo qua e soffriamo per esserci sentiti impotenti, la nostra ragione di vita sarà portare gli ideali, la filosofia, il modo di essere delle persone che hanno attraversato e segnato la nostra vita e che il mostro ci ha portato via nel corpo ma non nell'anima.
Un abbraccio che ti porti tutto il mio affetto.
Nuccia